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Arum: “Pacquiao e Crawford vogliono il loro match: cercherò di averlo per l’autunno!”

Torna a parlare Bob Arum.

L’88enne promoter e CEO di Top Rank, intervistato da BoxingScene.com, ha rilasciato qualche dichiarazione sull’attuale situazione di stallo, soffermandosi poi sulle possibilità di un incontro sulla carta stellare: quello tra Manny “PacMan” Pacquiao e Terence “Bud” Crawford.

Un match su cui al tempo Freddie Roach, trainer di Manny, aveva posto il proprio veto, ritenendolo poco “opportuno”: opporre un fenomeno come Crawford, in costante e vorticosa ascesa, a un vecchio leone come Pacquiao, ancora in grado di fare cose sensazionali sul ring ma non più al suo apice e soprattutto non più focalizzato al 100% sulla sua carriera pugilistica, non pareva una scelta saggia.

Arum era allora il promoter di Pacquiao e aveva da poco messo sotto contratto lo stesso Crawford, con l’idea di organizzare un grandioso evento e, forse, suggellare il passaggio di consegne tra i due.

Ma le cose andarono diversamente: dopo la sconfitta con Jeff Horn Pacquiao si rifiutò di firmare un prolungamento del contratto con Top Rank – l’arrivo di Bud sanciva nelle gerarchie della scuderia una sorta di retrocessione, poco gradita al filippino – e decise di accasarsi con Premier Boxing Champions.

Siamo ad oggi, con Arum ad esplorare la fattibilità di un match che avrebbe un richiamo mediatico enorme: “Questi sono colloqui incerti. Per realizzarlo, dovremmo farlo al di fuori degli Stati Uniti e, naturalmente, al di fuori delle Filippine. E dovremmo farlo funzionare con una grossa tariffa per la pay per view.

Ha poi proseguito Arum: Avevo provato qualcosa prima che accadesse tutto questo con il coronavirus, ed eravamo praticamente in linea per un incontro tra Pacquiao-Crawford a fine estate o in autunno. Poi, ovviamente, tutto è saltato. Ma sono ottimista sul fatto che potrò continuare con questi colloqui nel prossimo mese o giù di lì. Ne ho parlato con Terence. Mi sembra che Crawford e Pacquiao vogliano andare avanti con questo combattimento. Perciò vedremo…

Per Crawford, il match rappresenterebbe un definitivo passo verso lo status di superstar. Non che Bud non abbia messo già in mostra le strepitose qualità che ne fanno oggigiorno uno dei top pound for pound, secondo molti il numero uno in assoluto. Ma è un dato di fatto che al fenomeno di Omaha manchi ancora il grosso nome, quello in grado di proiettarlo nell’immaginario collettivo. Un considerazione, questa, che prescinde dalle difficoltà organizzative di determinati match: non è un mistero che non ci sia la fila, fuori dalla porta, di avversari pronti a sfidarlo.

Per Manny rappresenterebbe, invece, l’ennesima sfida, forse la più difficile. Nonostante i recenti successi su Matthysse, Broner e Thurman, la sensazione è quella di un match dove la strabordante esuberanza fisica di Crawford e la sua indiscutibile tecnica, risulterebbero forse – il forse è d’obbligo per uno come il filippino – troppo per questo Pacquiao che, lo ricordiamo, ha compiuto 41 anni lo scorso dicembre.

Arum, però sembra pensarla diversamente, per convenienza o meno non è dato saperlo: “Se dovessi scommettere, scommetterei su Crawford. Ma ora credo che Pacquiao abbia le sue possibilità. Non c’è dubbio che sarà un incontro divertente. Manny sembra nuovamente dedito [alla boxe, ndr.]. Ho già vissuto questa situazione, dove i ragazzi diventano un po’ più vecchi, ma in qualche modo le loro abilità non diminuiscono. Guarda il grande George Foreman, che ha vinto un titolo a 45 anni.

Arum ha poi aggiunto che se le vendite in pay per view fossero consistenti, il match potrebbe essere organizzato senza pubblico, anche fuori dagli Stati Uniti: “Se qualcuno fosse disposto a pagare una grossa quota e farlo senza pubblico, per la pubblicità, questo potrebbe funzionare. O forse non farlo senza i fan, ma organizzarlo con posti a distanza di sicurezza, che è qualcosa che sto studiando.”

Difficile immaginare un evento pugilistico senza pubblico, e soprattutto senza il calore di un pubblico entusiasta e partecipe. Ma pare che lo show, in qualche modo, debba continuare.

Porter: “Wilder-Fury 2 è stato pazzesco, qualcosa che anche io e Crawford possiamo fare!”

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