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Joshua polverizza Pulev con un brutale KO in nove round: sarà Fury il prossimo?

Nessuna sorpresa nell’attesissimo main event della serata targata Matchroom Boxing alla Wembley Arena: Anthony “AJ” Joshua (24-1-0, 22 KO) ha brutalmente messo KO un coraggioso Kubrat “The Cobra” Pulev (28-2-0, 14 KO) dopo avergli imposto un totale di quattro conteggi nell’arco delle nove riprese disputate. Al momento dello stop Joshua era saldamente avanti nel punteggio e il successo gli ha permesso di restare padrone delle cinture WBA, IBF, WBO e IBO dei pesi massimi. Ora tutti sperano nello storico derby di riunificazione totale dei titoli contro il campione WBC Tyson Fury.

La domanda che molti si erano posti in fase di avvicinamento a questo match era se Pulev avesse imparato la lezione dopo essere stato annichilito da Wladimir Klitschko nel 2014. Una tattica altrettanto garibaldina avrebbe infatti generato molto probabilmente un epilogo simile, ma il bulgaro, pur rinunciando alla mobilità di gambe che lo caratterizzava nelle prime fasi di carriera e di cui oggi verosimilmente non potrebbe più disporre per mere ragioni anagrafiche, ha optato per un approccio meno suicida. La distanza su cui i due pugili si sono fronteggiati è stata quella media, con una partenza molto tattica e incentrata da parte di entrambi sull’uso continuo ed esclusivo del jab.

AJ tuttavia stava soltanto aspettando il momento giusto per scoprire le sue carte e nel terzo round quel momento è arrivato: una schivata pregevole eseguita spostando il busto all’indietro gli ha permesso infatti di sorprendere lo sfidante con un destro efficacissimo che lo ha mandato in corto circuito. Subissato di colpi da tutti i lati, Pulev è sfuggito alla catastrofe voltando le spalle all’avversario mentre si trovava chiuso all’angolo, un gesto che a norma di regolamento avrebbe dovuto comportare la sconfitta per abbandono. L’arbitro Deon Dwarte tuttavia non se l’è sentita di interrompere lo spettacolo e, forse preoccupato dalle polemiche che sarebbero seguite a uno stop controverso, si è limitato a contare il Cobra, dandogli la possibilità di proseguire. Un nuovo conteggio è arrivato poco dopo su un ottimo montante, ma Pulev è incredibilmente riuscito a terminare il round.

Quanto avvenuto nelle riprese successive ha reso evidente una volta di più che il team di Joshua stia lavorando alacremente in palestra per dare al ragazzo un’ulteriore dimensione tattica. La vecchia versione di AJ avrebbe continuato ad accanirsi sul rivale col rischio di consumare energie preziose e commettere errori potenzialmente pericolosi durante gli scambi. Al contrario il campione del mondo ha fatto ritorno al suo piano originario controllando la situazione con il jab, dosando le forze e caricando i fendenti soltanto a colpo sicuro. In diverse circostanze oltretutto ha dimostrato che quanto accaduto nel terzo round non sia stato un episodio casuale: quella di schivare il jab nemico per rientrare immediatamente col diretto o col montante è stata una “giocata” provata e riprovata ogniqualvolta se ne presentasse l’occasione.

Consapevole di essere in chiaro svantaggio sui cartellini e incoraggiato a venire avanti dalla strategia attendista del più giovane avversario, Pulev ha provato ad alzare i ritmi nel corso delle riprese centrali, adoperando anche il destro, un colpo che solitamente tende a centellinare. I fendenti caricati troppo platealmente finivano regolarmente a vuoto, evitati da un Joshua insolitamente mobile sul tronco rispetto ai suoi standard, ma alcuni destri rapidi del bulgaro, specialmente quelli portati di prima intenzione, hanno invece trovato breccia nella guardia del campione, senza tuttavia lasciare il segno. Sull’altro versante sempre più frequenti si facevano i tentativi dell’atleta inglese di farsi strada tra i guantoni serrati dell’avversario con violenti montanti da vicino, un’azione che alla lunga si sarebbe rivelata decisiva.

All’ingresso nel nono round si potevano assegnare a Pulev, con un po’ di buona volontà, soltanto due delle riprese fin lì disputate, ma quanto è avvenuto poco dopo ha reso puramente accademici i consueti dibattiti sul punteggio. Una serie di cinque montanti consecutivi ha infatti costretto lo sfidante nuovamente al tappeto, anche in virtù di una spintarella finale giunta però quand’era ormai groggy. Rialzatosi stoicamente, il bulgaro ha resistito ancora soltanto per pochi secondi poiché un diretto destro devastante lo ha fatto crollare per il conteggio definitivo. Singolare è stato il gesto del vincitore dopo il trionfo: prima ancora della proclamazione, Joshua si è diretto verso le prime file per salutare Floyd Mayweather Jr e scambiare qualche parola con lui, dopodiché è tornato sul quadrato.

Poco edificante è stato l’atteggiamento dei due pugili dopo l’annuncio del risultato da parte del ring announcer David Diamante: lungi dall’abbracciarsi ponendo fine a un lungo periodo di provocazioni e polemiche come solitamente accade in questi casi al termine delle ostilità, hanno continuato a battibeccare a lungo dimostrando che la loro non era stata soltanto pretattica e che tra i due non corresse davvero buon sangue. Un cospicuo numero di piccole scorrettezze nell’arco della sfida, tra cui svariati colpi dietro la nuca da parte di entrambi, aveva del resto certificato un certo malanimo che evidentemente non è scomparso dopo il KO.

Nel complesso la prova di Anthony Joshua è stata molto buona: il ragazzo di origini nigeriane mostra ad ogni uscita significativi passi avanti nell’apprendimento di un’impostazione tattica che un tempo non gli era per nulla congeniale. Quando qualche anno fa aveva provato a boxare di fino contro Carlos Takam e Joseph Parker, commetteva un numero di errori decisamente maggiore e, anche a causa di una corporatura che ai tempi era decisamente più muscolare, non esibiva la scioltezza nei movimenti e l’agilità di cui dispone oggi. Di errori AJ ne commette ancora e talvolta sembra che determinati movimenti li esegua con poca naturalezza, ma è indubbiamente un pugile più completo di quanto fosse in passato.

Cosa ci sarà ora nel suo futuro? Il mondo vuole un solo nome, quello di Tyson Fury, ed è arrivato il momento di accontentare i fan!

Hearn pronto a finalizzare la sfida tra Joshua e Fury nelle prossime due settimane

 

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