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Joshua oltre le critiche: “Quando non credono in te, tu non dovresti smettere di farlo”

Anthony Joshua ha dichiarato di aver dovuto affrontare degli alti e bassi negli ultimi quattordici mesi. Infatti, il peso massimo inglese, dopo la sconfitta contro Andy Ruiz nel giugno del 2019, ha dovuto farsi un lungo esame di coscienza, al termine del quale poi si è presentato sul ring di Diriyah, per la rivincita con il “Detroyer” di origini messicane, in una versione totalmente diversa. Più concentrato, determinato e snello, Joshua è tornato e ha annullato il campione aggiudicandosi l’incontro e riprendendosi i suoi titoli WBO, WBA, IBF e IBO.

Joshua, in una recente intervista a Men’s Health, ha dichiarato che non è stato facile superare la pioggia di critiche arrivatogli addosso dopo la sconfitta, ma che queste anzichè destabilizzarlo, gli hanno permesso di riconoscere i propri difetti: “Penso che sia difficile ignorare certe cose. Non ho intenzione di mentire e dire che non ho prestato attenzione a tutte le critiche che mi sono arrivate in questo periodo, perché è impossibile non vederle o non pensare a tutto ciò. Ho creato le mie pagine social da solo e, anche se adesso si sono trasformate in pagine aziendali, ne gestisco ancora buona parte.

Penso che vada bene che ci siano anche dei fan dubbiosi, purché tu non creda a quello che dicono per tutto il tempo. Devi piuttosto dimostrare loro che si sbagliano. Quando non credono in te, tu non dovresti smettere di farlo. I critici non sempre sono così cattivi. Devi solo cercare di ricavarne qualcosa di positivo. Potrebbero dire ad esempio: ‘Sei una merda, e verrai messo KO perché hai la guardia troppo bassa’. Bene, allora io penserò: ‘Questa è una buona indicazione, devo tenere la mia mano sinistra in alto‘. Uso gli scettici come un fattore positivo, non come uno negativo”.

Joshua nella sua intervista ha anche commentato la sua ultima prestazione contro Ruiz in Arabia Saudita: “Penso che sia tutta questione di adattamento. Circostanze diverse richiedono una preparazione diversa. Era la stessa guerra, ma avevo imparato molto dalla prima battaglia. Ruiz non è il tipo di combattente con cui vai a scontrarti faccia a faccia. Per il primo incontro, avevo progettato di mettermi a scambiare con lui. C’è un vecchio detto nel pugilato che dice: ‘Non scambiare con un picchiatore”. E io che cosa ho fatto? sono andato lì e ho scambiato con un picchiatore e lui ha avuto la meglio!

Nel secondo incontro, sono andato lì e lui ha cercato di boxare contro un pugile tecnico. E sono uscito vincitore. Ho dovuto imparare quali erano i miei punti di forza e quali erano i suoi punti deboli, e poi mi sono limitato a quelli. Questo è il tuo fondamento: mai giocare con i punti di forza di qualcun altro. In qualsiasi cosa tu faccia, ognuno avrà i propri punti di forza. Se giochi con i loro piuttosto che con i tuoi, alla lunga avranno sempre la meglio su di te”.

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