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Joshua: “Quando ero più giovane avevo fame, ma ero stupido. Ora sono più intelligente”

In vista della rivincita contro Andy Ruiz del prossimo sabato, l’ex campione unificato dei pesi massimi Anthony Joshua si lascia andare a qualche riflessione sulla sua vita e la sua carriera.

“La mia vita è la boxe, non c’è nient’altro per me. Mi sono dedicato ad essa quando ho avuto una seconda possibilità dalla vita dopo essermi trovato nei guai: ho detto a me stesso che mi sarei ‘condannato’ a 15 anni di reclusione di boxe.

Non ho mai avuto la possibilità di pensare a ciò che avrei potuto ottenere. Sono entrato nel pugilato e la boxe è stata fatta rotolare davanti a me attraverso un duro lavoro. Sono entrato nel gioco e ho superato il processo di pratica. Ho capito di poter combattere. Sono entrato e l’ho fatto.

Quando ero più giovane avevo fame, ma ero stupido. Ora ho più intelligenza soprattutto nell’essere efficiente. Sono più diligente. Credo che il 90% del mondo lavori sodo e il restante 10% lavori in modo intelligente. Ecco perché c’è quella barriera. Sto cercando di arrivare dalla parte più intelligente del mondo.

Hai qualcuno come Lomachenko, che è un pugile fantastico. Poi hai dei combattenti come Canelo che migliorano dopo ogni incontro, e poi ci sono anche io.

Se guardate indietro nella mia carriera potrete vedere che non ho avuto quasi mai lo stesso stile di combattimento in ogni match. Posso sempre cambiare il mio stile e sto crescendo sempre in tal senso. Nel prossimo incontro probabilmente vedrete un’altra versione di AJ”.

Dopo l’ultima opaca prestazione di giugno al Madison Square Garden di New York è difatti quello che in molti si aspettano di vedere sul ring della Diriyah Arena in Arabia Saudita il 7 dicembre: un altro Joshua.

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