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Angelo Rottoli vittima del coronavirus: l’ex campione ci lascia a 61 anni

La drammatica epidemia di coronavirus che in questi mesi sta funestando il nostro Paese, così come quelli di tutto il mondo, ha fatto un’altra vittima illustre portandosi via l’ex peso cruiser Angelo Rottoli, grande esponente del pugilato italiano degli anni ’80. Rottoli, Campione Italiano ed Europeo nonché sfidante al Titolo Mondiale, aveva perso da poche settimane la madre e il fratello e non è riuscito a vincere quest’ultima battaglia, spegnendosi all’età di 61 anni nella sua Bergamo.

Pugile brevilineo e dallo stile arrembante, Rottoli venne alla ribalta conquistando il Titolo Italiano dei pesi massimi nel 1983 con una vittoria in otto riprese su Daniele Laghi. Memorabili furono poi i suoi tre derby col brindisino Guido Trane, chiusi in attivo da Rottoli con due vittorie e un pareggio. Al fine di garantirsi maggiori chance a livello internazionale il bergamasco scese di categoria approdando nei pesi cruiser e ottenendo dopo una considerevole striscia di successi consecutivi l’agognata chance mondiale per la più prestigiosa delle federazioni: la WBC. Al Palasport di Bergamo dovette vedersela col fuoriclasse portoricano Carlos De Leon che però si rivelò un ostacolo insormontabile e lo sconfisse per ferita in cinque riprese.

Tutt’altro che sconfortato da quella battuta d’arresto, Angelo si rimise rapidamente in carreggiata e dopo aver sconfitto l’ostico nigeriano Bash Ali per il Titolo Intercontinentale WBC di categoria, si laureò Campione Europeo dei pesi cruiser infliggendo la prima sconfitta in carriera al norvegese Magne Havnaa che sarebbe divenuto Campione del Mondo per la WBO l’anno seguente. Per la prima difesa della cintura continentale Rottoli si trovò di fronte il fortissimo francese di origini congolesi Anaclet Wamba con il quale a Città di Castello diede vita a un grande combattimento, arrendendosi soltanto ai punti per Majority Decision.

Dopo un ultimo match perso nell’aprile del 1990 sulle otto riprese, il pugile bergamasco capì di non avere più stimoli e appese i guantoni al chiodo avendo totalizzato un record complessivo di 29 vittorie, 3 sconfitte e due pareggi, con 15 KO all’attivo. Chi ha avuto modo di conoscerlo di persona lo descrive come un uomo schietto e simpatico, dotato di intelligenza e senso dell’ironia. Nell’augurargli di riposare in pace ringraziamo Angelo per quanto ha dato al nostro sport nel corso della sua ammirevole carriera.

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