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Ruiz: “Non vedo l’ora di dimostrare agli hater che hanno torto”

È passata una settimana esatta dal “Clash On The Dunes”, la suggestiva rivincita tra Anthony Joshua ed Andy Ruiz Jr che ha sancito il ritorno sulla vetta dell’Olimpo dei pesi massimi da parte dell’ex medaglia d’oro olimpica inglese e le chiacchiere sulla condizione fisica con cui Ruiz si è presentato sul ring non si sono ancora placate.

Il messicano ha fatto registrare la bellezza di 128,4 kg, il peso più alto dal lontano 2009, evidenziando successivamente sul quadrato una carenza di agilità e reattività che ha minato le sue possibilità di vittoria. Tale dato è giunto come un fulmine a ciel sereno dopo che negli ultimi mesi si erano rincorse voci sul presunto dimagrimento del messicano, rivelatesi clamorosamente infondate.

Andy Ruiz ad ogni modo non si è sottratto alle sue responsabilità e fin dall’immediato dopo-match ha riconosciuto le sue colpe per non essersi presentato al meglio. Tre mesi di festeggiamenti smodati sono stati individuati dall’ormai ex campione quale causa primaria del suo tracollo fisico. Oggi comunque il corpulento e gioviale picchiatore non intende affatto arrendersi, ma al contrario ha la ferma intenzione di gettarsi alle spalle questa battuta d’arresto e redimersi agli occhi dei suoi fan come si evince da un suo recente tweet:

Tornerò più forte di prima. Sarò campione ancora una volta. Apprezzo tutto l’amore e il supporto dei miei fan autentici. Apprezzo anche gli hater e non vedo l’ora di dimostrare che hanno torto ancora una volta. Si torna in palestra. Inizia il viaggio verso le cinture.

Parole forti e determinate che sembrano suggerire una ferma volontà di riscossa e un genuino desiderio di tornare a stupire il mondo smentendo gli scettici. Quante siano le reali probabilità di Ruiz di riconquistare una o più cinture mondiali resta comunque oggi difficile da stabilire. Il messicano ha dimostrato di possedere doti di spicco davvero notevoli, dalla sublime velocità di braccia, alla mascella granitica, alla potenza più che temibile. Affrontarlo sul suo terreno può rivelarsi dunque un azzardo per chiunque, ma Joshua, così come aveva fatto Joseph Parker prima di lui, potrebbe aver mostrato a tutti la ricetta giusta per batterlo minimizzando i rischi. Ora Ruiz dovrà dimostrare che perdendo parte del suo peso in eccesso sarà in grado di tagliare il ring con maggiore efficacia vanificando eventuali tattiche elusive e ostruzionistiche che i suoi prossimi avversari cercheranno indubbiamente di mettere in pratica.

Non si hanno ancora notizie certe sul prossimo rivale del Destroyer, per quanto alcune voci di corridoio abbiano suggerito che il nome più probabile sia quello di Otto Wallin, ultimo rivale di Tyson Fury. Si tratterebbe di una sfida tra due pugili desiderosi di tornare nella mischia dopo una sconfitta e forse potrebbe darci indicazioni utili sull’effettivo spirito di rivalsa che Andy Ruiz afferma di sentire dentro di sé.

 

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One comment

  • Tristano

    Buongiorno.
    Il problema di Ruiz e’ psicologico.
    Dopo la vittoria di giugno, vidi la percentuale di KO nei suoi precedenti incontri, e scoprii che era piuttosto bassa.
    Perche’ un uomo che aveva distrutto un campione come Joshua, non aveva fatto lo stesso con moltissimi dei suoi precedenti – molto piu’ scarsi – avversari?
    Mi sovvenne che nel match di giugno egli era andato al tappeto per la Prima Volta. Qui – lo si puo’ vedere dalle immagini delle riprese – l’espressione del suo volto cambio’ improvvisamente. Fu come se un demone all’improvviso fosse arrivato a possederlo.
    Da li’ in avanti un sacro furore rapi’ Ruiz, spingendolo ad attaccare il campione con veemenza – incurante di tutti i colpi avversari.
    Abbattendolo senza riserve!
    Sono pertanto del parere che se quella sera Andy non fosse stato messo al tappeto, avremmo visto un match simile a quello di due sabati fa.
    E’ stato coniato un concetto da uno psicologo americano, che egli ha chiamato “antifragilita’”.
    Secondo questo tratto psicologico, gli uomini ” antifragili” si accendono e danno il massimo di se’, soltanto in condizioni difficili e tremende.
    Laddove altri si arrenderebbero, le persone con queste caratteristiche “ardono” improvvisamente.
    Uno psicologo italiano, il cui contributo si rinviene sul web, ha analizzato la carriera di Rocky Marciano secondo il concetto di antifragilita’, evidenziando come il pugile italo-americano portasse al termine vittoriosamente i match in cui versava in condizioni difficilissime, quanto non disperate.
    Ecco, io sono del parere che Andy Ruiz abbia tale caratteristica.

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