fbpx

Nuova corsa alla presidenza della FPI: Andrea Locatelli si ricandida

Il popolo del pugilato italiano si accinge a scegliere il proprio rappresentante. Per la boxe italiana, quello che verrà, un anno importante. Il quadriennio olimpico sarà ormai concluso e con esso il mandato della massima carica federale, quella del presidente, e di tutto il consiglio attualmente in carica. Dunque le associazioni sportive, regolarmente affiliate alla FPI e aventi diritto al voto, i vari Comitati Regionali, i tecnici e i pugili, saranno chiamati, attraverso i loro rappresentanti, ad esprimere il proprio voto. Dopo il rinvio delle Olimpiadi di Tokio 2020 causato dalla pandemia da coronavirus che ha portato allo slittamento delle elezioni, precedentemente fissate per questo dicembre, sarà il prossimo 27 febbraio la data convenuta per la “chiamata alla urne”. Mancano dunque cinque soli mesi al giorno del giudizio e i primi nomi dei candidati iniziano ad emergere.

Qualcuno si è già fatto avanti, qualcun altro attende il proprio momento, ma probabilmente la rosa dei papabili aspiranti alla presidenza si restringe a quattro personalità: il presidente uscente Vittorio Lai, l’attuale vice-presidente Flavio D’Ambrosi, il consigliere federale Giuseppe Macchiarola e l’imprenditore lombardo, già in corsa nelle precedente elezioni, Andrea Locatelli. È proprio da quest’ultimo che oggi vorremmo partire. Il 60enne di origini livornesi si è presentato ancora una volta al pubblico della boxe nel pomeriggio di ieri ed ha confermato ufficialmente la sua nuova corsa. Riprendiamo la lettera aperta da lui pubblicata per far conoscere la sua storia e le sue idee anche ai lettori di BOXE-MANIA, in attesa di poterlo fare presto anche con il resto dei candidati.

“Rieccomi qui. Dopo l’avventura già vissuta ed affrontata nel 2017, alla fine della quale ho raggiunto il 49,8% dei consensi, sfiorando la presidenza per una manciata di voti, eccomi ancora qui: sono pronto nuovamente a candidarmi. C’è chi mi conosce già, chi crede di conoscermi e chi non sa minimamente chi sia Andrea Locatelli. Per questo vorrei partire con l’esporvi in breve chi è la persona di fronte a voi, ma soprattutto quali sono le sue idee per provare a risollevare le sorti del pugilato italiano e di questa Federazione.

Non ho mai allacciato le scarpette, indossato i guantoni, né mi sono mai seduto in un angolo di ring: cosa mai potrò avere a che fare con questo mondo vi chiederete? Sicuramente tanto, più di quel che può sembrare. Attualmente sono un imprenditore, un consulente sportivo, ma alle mie spalle ho un ricco curriculum e soprattutto tanta esperienza in ambito organizzativo a livello pugilistico e non solo.

Nasco a Livorno sessant’anni fa, vivo a Roma, Bergamo e poi a Milano, instauro un rapporto con lo sport fin da giovanissimo. Difatti trascorro la mia adolescenza e i primi anni della mia gioventù tra le più classiche delle discipline, il calcio, con il quale mi tolgo diverse soddisfazioni militando nel settore giovanile del Milan e da professionista nell’Asti e nel Pergocrema. A soli 23 anni ho la fortuna di entrare a far parte della redazione sportiva di Mediaset: ci resto per sette anni occupandomi di produzioni e acquisizioni sportive. Da lì, tre anni in TELE+ 2 (prima PAY-TV italiana), uno in America per l’organizzazione della SuperCoppa Italiana di calcio e la consulenza FIFA per i Mondiali USA ’94, cinque con l’agenzia di marketing sportivo “MEDIA PARTNERS” (di cui ne sono co-fondatore), altri quindici con essa da vicepresidente quando diventa “INFRONT-ITALY” e advisor della LEGA CALCIO SERIE A. E la boxe dov’era in tutto questo vi domanderete?

È stata una costante per me in tutti questi anni nel corso delle varie esperienze lavorative. Fin dai tempi di MEDIASET ho avuto una relazione ravvicinata con il pugilato. Il primo approccio è avvenuto con la produzione esecutiva, per conto di Canale 5, dell’evento che vide nell’agosto del 1983 il campione Loris Stecca difendere il proprio titolo Europeo dei pesi piuma contro Valerio Nati. Un’attività che è proseguita per tutti gli anni ’80 e i primi anni ’90, periodo della “GRANDE BOXE” di Rino Tommasi; anni durante i quali ho continuato ad essere il responsabile della produzione eventi e a portare in tv sfide mondiali ed europee di un certo calibro, da quelle di Oliva a quelle di Damiani, da quelle dei fratelli Stecca a quelle di Minchillo, e poi a quelle di stelle internazionali come Marvin Hagler, Roberto Duran, Thomas Hearns, Sugar Ray Leonard e Mike Tyson.

Dopo l’esperienza professionale americana, ho iniziato anche ad affiancare alcuni promoter italiani nell’organizzazioni di eventi pugilistici di alto livello: i mondiali di Giovanni Parisi, Michele Piccirillo, Silvio Branco, etc., per citarne alcuni. Ed ancora: nel 2007 mi sono occupato con successo della candidatura dell’Italia ai XV Campionati Mondiali AIBA e nei due anni successivi, in qualità di Presidente del Comitato Organizzatore, della loro realizzazione a Milano; dal 2010 al 2014 sono stato il titolare della franchigia italiana (team Dolce&Gabbana – Milano Thunder prima, e Italia Thunder poi) partecipante alle World Series Of Boxing e che nella stagione 2011-2012 si è laureata campione del torneo; dal 2011 fino al 2015, ho affiancato l’appena nata Lega PRO BOXE sostenendone l’attività attraverso l’acquisizione dei diritti televisivi e pubblicitari di oltre 200 riunioni, che hanno consentito la realizzazione di 233 sfide titolate (104 campionati italiani, 34 europei e 95 internazionali); dal 2013 sono il presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica I-SPORT, regolarmente affiliata alla FPI.

Nel 2017, come già detto, ho corso per la presidenza della Federazione Pugilistica Italiana. Oggi ci riprovo. Mi presento nuovamente al vostro cospetto perché ho la netta consapevolezza che quasi nulla nel frattempo sia cambiato, quanto meno in meglio, e che ora più che mai ci sia l’assoluta necessità di una vera svolta. I motivi che mi avevano spinto alla candidatura quattro anni fa, oggi si fanno ancor più forti. Nel corso degli ultimi due anni ho lavorato incessantemente ad un’analisi approfondita dello stato di salute della nostra disciplina, con particolare riferimento all’attività svolta da tutti i nostri atleti sia nel segmento AOB che nel segmento Pro, esame che ha evidenziato un quadro molto preoccupante.

Sono ormai anni, anzi decenni, che non si vedono crescere (senza offesa per nessuno) Campioni con la C maiuscola. Sono lontani i tempi in cui si acclamavano pugili come Loi, Benvenuti, Mazzinghi, Oliva, Parisi (solo per citarne alcuni) e che questi entrassero nel cuore dagli appassionati per rimanervi. Da troppo tempo mancano risultati significativi che siano essi titoli mondiali o medaglie olimpiche. Significa che nella nostra bell’Italia non nascono più talenti? Che il gene del genio si è estinto di colpo da questa terra? Evidentemente no.

Quello che invece appare piuttosto evidente è che il pugile non è più nelle condizioni di poter fare il pugile come una volta e che il pugilato italiano ha perso appeal: si è spento strada facendo. Come può quindi un atleta di oggi affermarsi? Come può reggere il confronto con i nomi del panorama internazionale? Come può la nostra disciplina trovare il posizionamento che le spetta? Spesso e volentieri il pugile italiano è mosso unicamente dalla propria passione, non può farlo per mestiere, non può coltivare adeguatamente il proprio potenziale. Non può farlo perché il sistema è sbagliato, perché non ci sono soldi, checché se ne dica sono quelli che ti consentono di allenarti come e quanto dovresti, che ti permettono di avere un’organizzazione a dovere. Non è sorretto da un meccanismo propulsore: non ha il sostegno di una Federazione forte, non ha sostanziosi sponsor, emittenti prestigiose a dargli visibilità…

Ad oggi, non è più tollerabile che la nostra disciplina, i nostri atleti, i nostri maestri siano costretti ad operare in questo stato di cose, su di un piano drammaticamente inclinato verso il basso. Per questo sento di avere le capacità giuste e necessarie per far sì che questa situazioni si ribalti. Certamente non ho la bacchetta magica e, come saprete tutti benissimo, alcuni cambiamenti radicali non potranno sicuramente avvenire dall’oggi al domani, avranno bisogno del giusto tempo ovviamente, ma sono sicuro che se me ne darete la possibilità saremo in grado di costruire davvero una nuova realtà. Cosa ho da offrirvi? L’esperienza, le nuove idee, la grande passione, una boccata di aria pulita!

Occorrerà partire dalle basi. Per far sì che la macchina torni a funzionare servirà resettarla e riprogrammarla; non basterà il semplice “meccanico” a riparare i danni, sono troppi, bisognerà lavorare come dei “costruttori” per realizzarne una ex novo o quasi. In prima istanza dobbiamo restituire ad una famiglia depressa nuovo entusiasmo e motivazione, abbandonare la litigiosità che ci domina a favore di una rinnovata prospettiva comune grazie alla quale si possa lavorare insieme per il bene del nostro amato sport. L’azione che vi propongo dunque sarà improntata sull’applicazione di criteri di trasparenza, partecipazione, confronto, meritocrazia, ma soprattutto di un nuovo modello che possa essere, non solo condiviso, ma utile al riposizionamento della nostra disciplina.

Lavorerei per dare maggiore impulso all’attività ordinaria attraverso il sostegno dei Comitati Regionali che invece di essere isolati e abbandonati alle loro possibilità, verranno fortemente sorretti economicamente nell’ambito di un piano ben definito; sulla revisione dell’attività delle squadre azzurre attraverso il coinvolgimento di più atleti che acquisiranno lo status di “atleti di interesse nazionale” per realizzare un’autentica ricerca del talento; sulla suddivisone più omogenea degli atleti AOB all’interno delle varie qualifiche; sul rilancio concreto del mondo PRO, sull’efficientamento delle strutture federali centrali e periferiche, sulla capacità autonoma della Federazione di generare nuove risorse. Sarò lieto di esporre in maniera più dettagliata i miei programmi attraverso il tour elettorale che presto vi renderò noto”.

Andrea Locatelli

Condividi su:
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X