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Il Campione della Speranza Adonis Stevenson: “La boxe mi ha salvato, adesso aiuterò gli altri”

La vita dell’ex campione WBC dei pesi mediomassimi Adonis Stevenson è tornata fortunatamente ad essere quasi quella di sempre. Sono passati più di due anni dal suo ultimo incontro dopo il quale ha subito gravi conseguenze a livello cerebrale e ha sfiorato la morte.

Il 1° dicembre del 2018, chiamato a difendere il proprio titolo mondiale per la decima volta, il “Superman” canadese subì sul ring del Centre Videotron di Quebec City un brutale KO dal suo sfidante ufficiale di allora, Oleksandr Gvozdyk. Un colpo quello dell’ucraino che probabilmente acutizzò delle vecchie ferite di Adonis e che rese necessario il ricovero d’urgenza in terapia intensiva. A causa delle gravose lesioni riportate fu poi necessario l’intervento chirurgico immediato e Stevenson rimase in coma diverse settimane. Nonostante si fosse risvegliato i medici temevano che alcuni danni sarebbero stati permanenti e che avrebbe avuto difficoltà maggiori nel riprendersi. Ma così non è stato.

Il suo fisico si è ripreso e la sua attività cerebrale torna pian piano a lavorare come dovrebbe: “Grazie a Dio va bene, lui è dalla mia parte”, ha dichiarato in un’intervista recente. “Ci sono persone che mi dicono, parli ancora, parli di nuovo velocemente. Ti ricordi di me? Beh, ci sono sempre delle conseguenze”, ha ammesso. “Quando hai una commozione cerebrale, ci sono sempre. L’importante è lavorare in modo che scompaiano. È molto importante lavorare sulla mia memoria”.

Non molto tempo fa il World Boxing Council, vista l’incredibile ripresa, ha insignito Stevenson di una speciale titolo di ‘Champion of Hope’: “Questa cintura significa molto per me. Mi permette di aiutare le persone che hanno subito commozioni cerebrali. Ho questa cintura così posso aiutare le persone che hanno problemi. Dio mi ha riportato indietro per aiutare. La boxe mi ha salvato. Mi ha salvato dalle strade. Come potrei rimpiangere qualcosa che mi ha fatto sentire bene? Quello che è accaduto è stato un incidente.

Durante la preparazione [per la sfida con Gvozdyk], non ero al 100%. Avevo alcuni disturbi e alla fine mi hanno beccato. Non posso sputare sulla boxe, mi ha salvato la vita. Questi sono incidenti che accadono. La cosa migliore che posso fare adesso è prevenirli in modo che questi non accadano [ad altri]. Per questo sono il campione della speranza, sono qui per questo”.

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