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Il gladiatore. Intervista a Fabio Russo

Appaiono due foto di qualche giorno fa sul profilo social di Fabio Russo che colpiscono molto. Ritraggono un incontro di MMA e sopra un commento: “Verba volant facta manent“. Sono andata dal diretto interessato per saperne di più. Riporta a Caio Tito che ribadiva al Senato Romano quanto conta la parola data. Di anni da allora ne sono trascorsi moltissimi, però la necessità di credere fermamente in qualcosa resta.

Fabio Russo è un uomo che palesemente crede in quello che è, e questo ce lo fa piacere moltissimo. Ma c’è qualche promessa che hai fatto a te stesso e che hai paura di non riuscire a mantenere?

Credo che Caio Tito disse: “Verba volant scripta manent” invece io ho scritto:”…facta manent”. Tornando alla nostra epoca, ho voluto dire che le polemiche non portano a nulla perché non cambiano un verdetto e alla fine sono i fatti quelli che contano e non le parole. Ho subito sconfitte per la bravura dell’avversario, per errori miei che mi sono costati tanto, per ferite che non mi hanno permesso di continuare, per furti clamorosi, come con Franco De Martis ed ho accettato tutto con signorilità, sportività e con il sorriso. Le polemiche non fanno per me, autocritica compresa. Ho combattuto senza polemizzare su un suolo che era una pista di pattinaggio, per dirne una. Ma ciò che è fatto è fatto. Io prediligo il: “Fatti e non parole”.

Nulla da recriminare neanche a te stesso dunque. Nella tua carriera da combattente (passami il termine ma tu sembri esser nato per gli sport da combattimento) cosa ti ha spinto a lasciare la boxe per la mma? In qualche momento preciso hai sentito che non bastava più?

Io la Boxe non l’ avrei mai lasciata! Solo che dietro c’ è burocrazia su età, su visita medica, che non ti passano se sei oltre una certa età sul punteggio per passare da dilettante a professionista e continuare ed eventualmente finire la tua carriera in questa Arte Nobile. Volevo passare professionista ed ero in attesa di alcune promesse che mi avevano fatto . Beh queste promesse non sono mai state mantenute. Quindi deluso lasciai perdere tutto e per un lungo periodo fra vicissitudini e problemi vari, non ne volli più sapere. Un bel giorno, circa 6 anni fa, Michele Verginelli, che nutre da sempre per me stima agonistico sportiva ed anche di vita in genere, mi propose di giocare a Fight Football e io accettai il massacro. Poi mi portò anche a giocare a Calcio Storico Fiorentino, dove serve un’ottima base di Lotta e quindi di Arti Marziali Miste. Mi preparai per il Calcio Storico appunto, imparando la Lotta , la fusi alla mia Boxe e pensai che potevo sfruttare tutto questo bagaglio per entrare in Gabbia dove avevo la possibilità di combattere più frequentemente. Provai ed eccomi qui. …e pensare che per me la MMA era giudicata uno sport senz’ anima, senza tecnica. Quasi una rissa per un posto macchina in un centro commerciale. Ora riempie la mia vita e devo molto alla boxe.

Il gladiatore dei giorni nostri. Uomo d’altri tempi e instancabile combattente. Aspettando di sapere quando verrà fissato il prossimo incontro, ringraziamo Fabio Russo per la disponibilità e cortesia dimostrata per quest’intervista, che lo hanno contraddistinto.

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